• Elisabetta Caracciolo

Ultima tappa dell'Andalucia Rally: si giocano le vittorie sul filo di pochi minuti

Sono partiti stamattina per l'ultima tappa i partecipanti di questa seconda edizione dell'Andalucia Rally. Quarta e ultima tappa di 296 chilometri complessivi - nuovamente uguale per tutti, senza distinzioni per categorie, in realtà operate poi solo nella prima tappa. I 296 chilometri veramente sono quelli che annuncia il comunicato stampa ufficiale che non combaciano però con i 288 annunciati al briefing, almeno se si contano le singole porzioni: 46 chilometri alla mattina di trasferimento, 103 per il primo settore selettivo, una neutralizzazione, anche oggi, di 63 chilometri e poi un secondo tratto selettivo di 73 chilometri per terminare con un trasferimento di meno di 3 km che sancirà il traguardo di questa prima prova di Mondiale FIM cross country e porterà i piloti a Villamartin. La prima moto ha lasciato l'Hacienda alle 6,30 per il trasferimento ed è entrata in speciale alle 7,45, come quasi ogni giorno, mentre per le auto la partenza è avvenuta alle 9,41 e poi alle 10,56 in speciale.

Le classifiche intanto, ieri sera tardi, hanno delineato - più o meno - l'attuale situazione in tutte le categorie con Joan Barreda (Honda) in testa fra le due ruote e vincitore della tappa, la terza, di ieri. Alle sue spalle sabato Joaquim Rodrigues (Hero) e Lorenzo Santolino (Sherco) che ha perso la testa della classifica generale a favore di Bang Bang che comanda con 2'52" su Santolino, appunto. Pablo Quintanilla ha dimostrato in questi giorni - anche se in realtà non era necessario perchè si conoscono le sue doti - agli uomini Honda di aver fatto la scelta giusta. E' venuto via via migliorandosi e ora occupa la terza posizione assoluta in classifica dopo il suo quinto, ieri, di tappa. Praticamente la stessa cosa accaduta in Messico, con il Sonora Rally appena conclusosi con la vittoria di Ricky Brabec e il terzo posto di Ignacio Cornejo e due Honda dunque, nei primi tre posti. Sesto posto ieri, e lo stesso posto anche in classifica assoluta, per Joan Pedrero su Rieju che si sta battendo con il nostro Jacopo Cerutti (Husqvarna Solarys) che ieri in un primo momento era stato dato come vincitore della tappa. Ma per l'ennesima volta le classifiche - e questa volta bisogna dire ahimè - erano sbagliate e così con le moto già al bivacco sono state azzerate completamente e riconteggiate sulla base del solo GPS e quindi di apparecchiature elettroniche. Jacopo è risultato ottavo di tappa e ora settimo nella classifica generale per soli 11" da Pedrero e meno di sette minuti dalla quinta posizione di Franco Caimi (Hero).

Sebastian Buhler che ha cambiato il motore della sua Hero ha preso una penalità di 15' grazie alla quale, o per colpa della quale, è scivolato in ottava posizione assoluta davanti al francese Doveze (KTM), Rui Goncalves (Sherco), Jagu (KTM) - leader della speciale classifica Road to Dakar - e il nostro Paolo Lucci (Husqvarna Solarys) undicesimo a meno di tre minuti dal francese e dalla possibilità di poter vincere l'iscrizione alla Dakar 2022. Per trovare ancora la nostra bandiera tricolore dobbiamo poi andare in 21. posizione con Andy Winkler (KTM) e raggiungere poi la 28. per Fabio Lottero e Francesco Puocci, 29°, entrambi su KTM. Bottero e Puocci però pagano lo scotto di qualche minuto di penalità - 6' per Bottero e 3' per Puocci - senza i quali sarebbero entro le 25 prime posizioni in classifica.

Nei quad vittoria di Sébastien Souday su Yamaha 450 YFZR tallonato da vicino dallo spagnolo Toni Vingut secondo a soli 14" e Vincent Padrona a 2'20": Souday non dovrebbe aver problemi comunque, oggi, perchè è primo in classifica assoluta, con un mezzo meno potente, più piccolo, ma forse proprio per questo strategico sulle piste andaluse, con un vantaggio di 25’02" su Padrona e 38’37 su Vingut.

Uno sguardo anche alla classifica Enduro Cup composta attualmente da 19 mezzi, di cui quattro sono quad. In testa alla generale c'è Mitchel Van Den Brink (Bas Dakar Team) secondo nella terza tappa alle spalle dell'altro olandese Wiljan Van Wilselaar : entrambi viaggiano su KTM e precedono nella generale l'italiano, Tiziano Internò, terzo anche della tappa oltre che dell'assoluta. Bravissima Francesca Gasperi nona assoluta in questa classifica dedicata.

Fra le auto come al solito chi parte indietro vince la tappa e questa volta, come preannunciato, è toccato a Nasser Al-Attiyah (Nasser Racing Toyota) vincere una tappa nella quale è partito dalla terza posizione. Il pilota del Qatar è anche primo assoluto e si avvia, seppure oggi parta per primo, a vincere il suo secondo Andalucia Rally consecutivo. Secondo ieri Yazeed Al-Rajhi (Overdrive SA), a 1’48" con Carlos Sainz (Mini John Cooper Works) terzo a 3’17" e quarto un bravisso Mattias Ekstrom che al volante, tra l'altro per la prima volta, del buggy X Raid se la sta cavando più che egregiamente sugli stretti sterrati andalusi. E' vero però, che ieri al pilota svedese è stata comminata una bella penalità per eccesso di velocità: alle 23,10 la notifica numero 44 della direzione gara rilevava un eccesso di velocità al wpt 135 di 61 km/h contro i 50 previsti e puniva il pilota e il suo Buggy di 1 minuto e 50 € di ammenda ma subito dopo, con un'altra notifica lo puniva per l'eccesso al wpt 354 solo che questa volta la sua velocità era di 63 km/h in una zona a limite 30. Due minuti e 100 euro la multa. Il dubbio ora, visto che non c'è una classifica generale FIA ancora a disposizione - in fondo sono solo le 10,40 del giorno dopo !! - non si sa come sia partito stamattina Ekstrom (l'ordine di partenza stampato e pubblicato alle 21,48 sicuramente deve aver subito un aggiornamento) e non si sa neanche dove sia finito in classifica generale ...ma di certo non più in sesta posizione, date le penalità.


Ma appunto, come diciamo da giorni, la strategia non esiste in questo rally perchè non si può correre secondo un piano tattico se non si conoscono le classifiche.

Dedichiamoci allora alla T3 e alla T4 dove le cose sembrano essere più lampanti: Guillaume de Mévius (Red Bull Off Road Junior Team OT3) ha vinto ieri dimostrando - ma anche in questo caso non avevamo dubbi - a Jean Marc Fortin - patron Toyota Overdrive e OT3 - di aver scelto il cavallo giusto. Il belga ha sbaragliato nuovamente i suoi compagni di squadra Mitchell Guthrie e Cristina Gutiérrez e nella classifica generale conduce il gruppo dei prototipi leggeri con un vantaggio di 11’02" sulla Gutiérrez. In T4 lotta fratricida oggi in casa South Racing perchè ieri il più veloce è stato lo Statunitense Austin Jones (Monster Energy Can Am) che ha battuto l'altro alfiere Monster, Aron Domzala con Khalifa Al-Attiyah (South Racing Can Am) terzo. Il distacco nella generale di Jones su Al Attiyah è di solo 1'31" di vantaggio....oggi ne vedremo delle belle in pista.

FOTO - Andalucia Rally, credits: RallyZone

In chiusura una amara, e scoraggiante constatazione. Non è accanimento, ma è una dimostrazione, l'ennesima, di quanto gli italiani non siano considerati in alcun modo in queste gare, e la cosa è davvero triste e fa cadere le braccia. Questo è il comunicato ufficiale inviato a tutti gli organi di stampa ieri sera alle 23,47 e facilmente rintracciabile anche sui Social e sul sito ufficiale. Leggete queste frasi che riporto qui sotto e capirete:

"La bagarre finale pour la seconde édition de l’Andalucía Rally risque de se jouer sur le fil dans la dernière spéciale. En remportant la journée, Joan Barreda (Monster Energy Honda) prend la tête du général. Il ouvrira la spéciale de demain. Trois minutes derrière lui, Joaquim Rodrigues s’élancera à son tour. Pour Santolino en troisième position, il s’agira de partir à la chasse de Barreda pour tenter de remporter la course. La troisième place du podium sera elle aussi disputée puisque Pablo Quintanilla (Monster Energy Honda) ne dispose pas d’une avance suffisante pour être en sécurité face aux éventuelles remontées de Rodrigues et de son nouveau coéquipier Franco Caimi. Un peu plus loin au classement du jour, on retrouve à nouveau Mathieu Doveze (Nomade Racing). Le premier privé derrière les pros termine 9ème à 14’55 et occupe également cette place au provisoire à 32’22. Une performance de bonne augure pour celui qui s’est lancé dans la discipline ici même en octobre dernier : « Pour la première fois, j’ai pu rouler au contact d’un pilote comme Rodrigues. Mais l’expérience a été écourtée malheureusement. J’ai dû m’arrêter pour resserrer une protection de fourche. J’ai chuté dans la seconde partie de la spéciale, sans conséquence, même si l’air bag s’est déclenché. J’ai baissé un peu le rythme ensuite, mais je suis content de ma journée malgré tout....En Enduro Cup moto, Mitchel Van Den Brink (Bas Dakar Team) est en tête à un jour de l’arrivée devant son ami et coéquipier Wiljan Van Wilselaar et Tiziano Inerno. »

Si parla di tutti i primi piloti ma non si nomina mai, come se non esistesse, Jacopo Cerutti che sta invece facendo una super gara. E non solo. Quando si nomina Doveze si dice che è nono e che è il primo privato dietro nove professionisti, intendendo ovviamente gli ufficiali. Cerutti non c'è, mai, non esiste, e in effetti a ben guardare neanche Pedrero viene mai menzionato. E' la legge dei grossi numeri, dei team ufficiali e dei francesi. E l'unico italiano che ha il piacere - e probabilmente l'onore secondo loro - di venir nominato si ritrova con il nome storpiato...Triste, non vi pare? Ma ancora più triste secondo il modesto parere di questo Blog che da quasi un decennio si occupa di questo sport mentre chi scrive lo fa da oltre trent'anni, è che nessuno dica nulla...a cominciare dai piloti stessi !