• Elisabetta Caracciolo

Un po' di pepe sullo shakedown mattutino, con la RXR ferma al paddock per punizione...

Shakedown mattutino oggi alla base Nato di Capo Teulada. Alle 8,30 le vetture sono partite in convoglio per seguire un percorso di soli 800 metri, piatto e durissimo, talmente corto da non consentire neanche di controllare i settaggi di base delle Odyssey 21. Comincia così la prima presa di contatto con il terreno della quarta prova del Campionato Extreme E, per la verità un po’ deludente rispetto alle aspettative di tutti i piloti.

In compenso ad aggiungere un po’ di pepe a questo inizio di giornata ha pensato bene una penalità rifilata ieri sera nel corso del meeting dei piloti con la direzione gara alla vettura RXR del team di Nico Rosberg. La storia è in parte divertente, in parte fastidiosa, soprattutto perché ha creato un precedente che oggi fa chiacchierare tutto il paddock. Il giro a piedi del percorso, la cosiddetta ricognizione, si era effettuata per la prima volta in Groenlandia ma in Sardegna si è deciso di ripetere l’esperienza: ad alcuni piloti piace, e la trovano utile, altri invece la detestano e non ne capiscono il senso.

Così ieri alle 12,45 i team si sono ritrovati al punto di partenza della gara e si sono avviati a piedi sotto un sole cocente e con una temperatura di quasi 30 gradi che sta facendo amare a tutti la Sardegna e il suo clima quasi estivo. A non approvare la lunga camminata due team, RXR con Johann Kristofferson e Molly Taylor e il team Chip Ganassi con Sara Price e Kyle Leduc che a differenza degli altri sono arrivati alla partenza del percorso in sella alle loro biciclette elettriche. Sfortuna ha voluto che in quel momento proprio di fronte le porte di partenza ci fosse un marshall, uno tra l’altro dei più importanti, che segue tutte le operazioni, di tutte le gare Extreme E, Guy Nicholls, che interrogato a proposito ha ricordato loro che no, non si poteva effettuare la ricognizione in bici, o con qualsiasi altro mezzo che non fossero i piedi. Pochi minuti ed ecco sfrecciare tutti con le biciclette sul percorso: furbastri dunque, e anche recidivi!

A quel punto tutti gli altri piloti che stavano camminando a piedi sul percorso li hanno visti passare ed è scattata la polemica, culminata alle 5 di pomeriggio nel consueto meeting con piloti e team manager. La direzione gara a quel punto non ha potuto fare a meno di penalizzare i due equipaggi ma ha usato il guanto di velluto con i due del Chip Ganassi - che in effetti si erano fermati e avevano lasciato le loro bici proseguendo a piedi - dando loro un richiamo ufficiale e avvertendoli che al secondo verranno severamente puniti, mentre al team RXR ha tolto la possibilità di effettuare lo shake down.

Una pena però troppo leggera a detta di tutti stamattina: lo shake down infatti, si è svolto in convoglio e su un percorso di soli 800 metri appunto, e di conseguenza, una volta rientrati al paddock molti piloti hanno detto “avrei preferito evitarmi la camminata da 8 chilometri sotto il sole e farla in bici come gli altri furboni, visto che la pena inflitta è stata semplicemente privarli dello shake down”. E così, quel che è peggio, è che ora si è creato un precedente, e nella prossima gara al momento della ricognizione, in Inghilterra, si starà a vedere che cosa accadrà.



Nel frattempo i piloti, rientrati dal brevissimo giro, ne hanno approfittato per allenarsi nei cambi di pilota e anche nel cambio delle gomme visto quanto accaduto in Groenlandia. Alcuni, ma non tutti. Altri hanno lavorato sulle vetture alla ricerca di un set up che stavolta sarà diverso da tutte le gare precedenti.